Il popolo della notte, le discoteche della perversione.

Che i social network siano un luogo di spam furibondo è cosa nota.
Così come è risaputo che queste piattaforme vengono utilizzate per promuovere eventi, libri, mostre, spettacoli e molto altro, è anche semplice intuire che questo bombardamento ci rende anestetizzati dalle notifiche, come se fossimo gli esseri più desiderati della terra.
Per chi invita, scegliere l’immagine e il titolo giusto, che riescano in qualche modo ad attirare l’ormai basso livello di attenzione degli utenti, è fondamentale.
Se però dietro ad eventi culturali c’è di solito un ufficio stampa che fa piuttosto bene il suo lavoro (almeno qui a Milano), dietro le serate in discoteca ci sono spesso una manica di scappati di casa che cercano di riempire una lista fagocitando numeri e promettendo miraggi. Continua a leggere

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Il corpo puzza.

C’è la protagonista di uno dei libri di Josè Saramago che fa Blimunda di nome, e ha il dono di vedere – quando è digiuna – attraverso le cose e attraverso i corpi.
Pessima visione, siamo d’accordo: cibi digeriti, vermi solitari, tumori e cancrene.
Era la Lisbona del 1700, ma non è che le cose oggi siano molto cambiate.
A parte l’igiene personale, ovviamente, il corpo continua ad essere una faccenda indecorosa.
Perché per cancellare le schifezze e gli odori di questa cosa viva e putrescente che ci portiamo appresso, impieghiamo un sacco del nostro tempo e delle nostre risorse economiche.
A partire dai piedi, che ce ne son certi che ridono sguaiati di fronte al talco mentolato e alle solette di lavanda, continuando ad emanare un fetore d’oltretomba all over. Continua a leggere