Ce l’avete molle

Nella mia famiglia esistono due linee antropologiche ben distinte: quella dei disgraziati (da parte di madre) e quella dei benedetti-da-dio (da parte di padre).
I parenti paterni sono tutti brava gente dal percorso netto, casa, chiesa, lavoro, una fidanzata che poi diventa moglie, un lavoro senza ambizioni ma tanta devozione, stuoli di pargoli belli e sani. La Barilla ci fa le pippe.
I parenti materni invece sono una ciurma di diseredati senza dio, ragazze madri, alcolisti, incidenti stradali e morti scenografiche, sindromi maniaco-depressive e tentati suicidi. Ovviamente la parte divertente della famiglia è questa.Oggi c’è stato un matrimonio di Alessandro, cugino da parte di madre classe 74, un mago dell’arte della sopravvivenza: brutto come il peccato, si è sempre accompagnato a donne avvenenti, a detta sua “per quello che ha nelle mutande”.
Il parentado si è piacevolmente riunito, e come al solito ne son saltate fuori di tutti i colori.
PERLA DI SAGGEZZA 1
Se sei una donna che non rifà il letto, sei una merda di donna
PERLA DI SAGGEZZA 2
I ragazzi di oggi ce l’hanno molle e sono tutti delle mezze seghe
PERLA DI SAGGEZZA 3
Se nella vita non hai livellato almeno una volta un letto di piume, non puoi dirti una persona in gamba
PERLA DI SAGGEZZA 4
Non è buona creanza usare la parola “vaffanculo” con il proprio marito. Non si fa.
SCOPERTA 1
Da piccola dicevo un sacco di parolacce. Ho cominciato con l’epiteto “asino bigul” all’asinello di Santa Lucia che, secondo gli inganni dell’epoca, mi aveva rubato il succhiotto (intingerlo nella mia cacca e farmelo gustare non era stato escamotage sufficiente).
SCOPERTA 2
Sono stata un’infante meravigliosa: mangiavo poco, dormivo tanto, e non rompevo i coglioni. Sono cresciuta coerentemente, tranne che nel terzo caso.
SCOPERTA 3
All’età di cinque anni andavo in giro chiedendo alle mie coetanee se il loro papà avesse il pisello: il mio ce l’aveva, e lo teneva tutto arrotolato. (prematuri sentori della mia carriera di scrittrice erotica)
È stato come al solito incantevole passare del tempo con queste donne dal culo grosso e dalle tette generose: ipotiroidee, ruspanti, insospettabilmente depresse, linguacciute e stupendamente veraci.
Primo perché mi piace sentirmi magra in mezzo a loro (cosa non da poco), e secondo perché mi ricordano sempre da dove vengo, e cosa sono.
Le guardo, circondate da mariti innamorati da sempre, nonostante tutto contemplate con occhi incantati e divertiti.
Appartengo a loro più che a qualsiasi altra cosa, e sono orgogliosa di avere una cugina che prende a zoccolate il marito quando va forte in moto e uno zio 70enne che fa sesso con una 23enne portandole in dono galline spiumate.
Mando un bacio a Roberto, che da lassù si sarà goduto lo spettacolo, come al solito profondamente divertito.


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