Della fregatura animale

Io sono innamorata di un uomo morto. Che ci volete fare, ognuno ha le proprie disavventure emotive…..
Nello specifico sto parlando di Tiziano Terzani. Nel suo “La fine è il mio inizio” racconta di come il crollo del comunismo abbia rappresentato la fine di un grande sogno: quello di creare un uomo nuovo, una società nuova attraverso la politica. E di come il fanatismo islamico di oggi sia oggi una risposta, diversa, allo stesso sogno…..
Scrive Terzani:Assassini, grandi assassini. C’è qualcosa di sacrilego nell’idea di voler creare l’uomo nuovo che è di tutti, tutti i rivoluzionari. Lenin, Stalin, Trotsky, Mao: tutti hanno avuto lo stesso sogno. Ma l’uomo è quello che è, è il frutto di un’evoluzione e non puoi fermare l’evoluzione”
Questo mi riporta ad un altro bellissimo libro, stavolta di Umberto Galimberti, dedicato al nichilismo e ai giovani d’oggi. Galimberti racconta di come, deluso dalla religione e dalla chiesa, l’uomo si sia rifugiato in altri “credo” per dare un senso alla propria vita. “Credo” che sono stati a turno la scienza (che però non spiega il senso della vita, ma solo il suo processo), religioni di altre culture, la politica. Col crollo del sogno comunista, ultima disillusione dell’idealismo, ai nostri ragazzi resta davvero poco a cui aggrapparsi con fede, valore e speranza…..
Dice Galimberti: “Oggi questa visione ottimistica è crollata. Dio è davvero morto e i suoi eredi (scienza, utopia e rivoluzione) hanno mancato la promessa.”Non esiste per i giovani una direzione di contenuto, un’appartenenza di specie: di loro si occupa solo il marketing, per farne dei gran consumatori. L’istruzione è vista in base al profitto, come un puro fatto quantitativo, non una base per l’educazione e l’identità.
Scrive Terzani dei suoi tempi: “Chi voleva fare l’avvocato per difendere i poveri, chi voleva fare il politico, chi il diplomatico. Nessuno studiava per diventare consulente finanziario, come fanno i giovani d’oggi. Quella era roba che non si sapeva nemmeno esistesse. E non era un atteggiamento altruista il nostro: era un compito. Ci sentivamo una élite, ci sentivamo privilegiati di poter studiare e ci pareva naturale, per niente ideologico, volere in qualche modo restituire alla società quel che la società ci aveva dato.”
Il disagio è puramente culturale e non esistenziale, allora? Direi assolutamente di sì.
Purtroppo sembra che oggi l’unico modo forte, l’unica risposta a questo vuoto culturale sia stata davvero l’aberrazione della Jihad islamica. Non mi limito a parlare di chi getta sassi dal cavalcavia, riempie il vuoto con le droghe e l’indifferenza, o di chi getta motorini sugli spalti dello stadio. Mi sollevo su registro globale, perché purtroppo anche nazioni e popoli con una cultura antica, solida, corposa hanno cercato di distruggere tutto ciò che avevano per omologarsi al modello occidentale: parlo della Cina, del Giappone, dell’Indocina, e in parte anche dell’India e della Russia.
Ho sempre fortemente creduto che la parte animale dell’uomo renda impossibile l’applicazione solida di molti idealismi, per quanto ammirevoli e auspicabili. La necessità ancestrale di nutrirci, di riprodurci, di sopravvivere, ci ha reso istintivamente territoriali. Confini, case, matrimoni. Lotte di appropriazione, guerre per fazzoletti di terra, diffidenza verso lo straniero, possesso, accumulo: la mia casa, il mio orto, la mia nazione, la mia regione, il mio dio. Questa parte animale non è stata, e forse non sarà mai, superata. La vera vergogna è quando di questa parte naturale si prende l’aspetto peggiore, quella cattivo, feroce, crudele, e lo si mette al servizio di un ideale.
Scrive Terzani: “La verità è che c’è una natura umana che è individualista, egoista, che non accetta limitazione ai propri diritti. (…) E da qui il mio passo verso l’unica rivoluzione che serve, quella dentro di te. Le altre le vedi. Le altre si ripetono, si ripetono in maniera costante, perché al fondo c’è la natura dell’uomo. E se l’uomo non cambia, se l’uomo non fa questo salto di qualità, se l’uomo non rinuncia alla violenza, al dominio della materia, al profitto, all’interesse, tutto si ripete.
Che Terzani abbia ragione?….


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