Eccessiva, volgare, volutamente provocatoria? Povera me.

Vi riporto qui sotto un articolo scritto in merito alla mia serata di presentazione a Piacenza.
Sono convinta che il sesso sia musica, e ovviamente ognuno ha la sua canzone. Non esistono pezzi o melodie universalmente straordinari.
Quindi posso benissimo capire la posizione della Paraboschi che giudica a tratti eccessivo il mio libro. Non è la prima a dirlo: l’eros è un argomento talmente soggettivo e talmente profondo da richiedere sovente delicatezze che io in molte parti non ho – volutamente – avuto (d’altra parte non si può pretendere la delicatezza dalla goliardia).
Faccio parte di quelle donne che sono stanche del silenzio, del sussurro, del non detto o dell’indicibile. Il silenzio spesso diventa poesia tra le lenzuola, ma può trasformarsi in un veleno mortificante e in un elemento di solitudine profonda.
Contrariamente a quanto affermato in questo articolo, non ho per nulla scritto “L’inferno di Eros” per provocare, ma per condividere.
Magari facendo qualche risata (di troppo?) ho voluto dar voce a tutte quelle piccole miserie che rovinano il nostro sesso da… quanto? Sempre troppo, troppo tempo. Nonostante le false emancipazioni di ruolo e l’abbondanza di porcherie di genere, sono fermamente convinta che su ciò che conta ci sia una discarica di cose che ci si vergogna a dire. Ma non su un libro, questo sarebbe storia.
Bensì all’interno di un rapporto affettivo.
Primo silenzio, cancrena primigenia.
Sorvolo sulla non troppo velata allusione al fatto che sono più volgare di persona che sul mio libro.

piacenza – Ci sono situazioni e trame esistenziali che meritano di essere fermate sulla pagina. Ma ci sono anche impressioni fuggevoli, spazi vitali che attraverso la narrazione, sia in versi o in prosa, perdono la loro efficacia e si banalizzano nella lettura. L’inferno di Eros (Andrea Oppure Editore) sta al confine fra questi due piani: il libro di poesie presentato al caffè letterario Baciccia dalla sua autrice Elena Torresani in compagnia del giornalista di Libertà Giorgio Lambri e di Romilda Merli, offre qualcosa di curioso.
L’eros come motore che anima le persone, qualcosa che non si dice e da tenere profondamente celato: la Torresani non lo fa, seduce il lettore con un viaggio lucido e disarmante. Forse troppo. Apparentemente la struttura può funzionare: seppure già vista, l’idea di rifarsi alla Commedia dantesca e di suddividere il volumetto in gironi ha qualcosa di curioso, soprattutto se applicata all’argomento erotico. Tra i raffinati e i goliardici, gli indiscreti e la parte finale, definita il privè di Eros, l’autrice si muove fra esperienze talvolta amare ma anche ironiche, divertenti e miserevoli; eppure qualcosa non va. Non si tratta di falsi moralismi, pudori insensati in una società che ormai ha rivelato tutto: chi scrive non vuole certo porsi nell’ottica del censore. Eppure se il volume si stacca in parte dalla canonica produzione erotica che di solito il mercato offre, è altrettanto evidente la difficoltà di approcciarsi ad una tematica così apparentemente comune eppure complessa da trattare.
La Torresani forse non cade nella volgarità gratuita, almeno non lo fa tra le pagine: però resta quella ridondanza di una sessualità continuamente svelata e talvolta urlata, quel senso di nausea che le parole possono creare se si intrappolano nelle trame di Eros. La raccolta nasce da un piccolo corollario di poesie erotiche, che vengono progressivamente ampliate: e in certi casi il verso può anche mantenere un suo equilibrio. Certo i tabù di cui parla l’autrice ci sono e non si possono ignorare: ma il problema non è l’accettazione più o meno difficile dell’eros; e non è neppure stabilire la differenza tra morale e principi o fornire un elenco brillante dei piaceri e dei dispiaceri del sesso. La vera spina è questa continua rivelazione disinibita e talvolta eccessiva, un desiderio fermo di provocare e svelare tutto e a tutti i costi, senza lasciare nulla all’immaginazione e al segreto di luoghi meno osservati.
Betty Paraboschi”


Contatore sito

Annunci

4 thoughts on “Eccessiva, volgare, volutamente provocatoria? Povera me.

  1. Buongiorno,
    dove è possibile comprare “l’Inferno di Eros” a Milano?Su ibs e Feltrinelli non è più disponibile. Esiste in formato ebook?Grazie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...