Fuggire col panettiere

Sono stufa di vedere persone che cadono dal pero con stupore e indignazione, atterrando su un bel paio di corna debitamente acuminate.
Mettiamo un punto fermo: un tradimento è difficile da digerire, e forse impossibile da giustificare.
Ma.
L’amore ha bisogno di cura, di premure, di attenzioni, di riguardi.
Una donna, una compagna, non è un dato di fatto, nonostante qualsiasi tipo di vincolo, anello, promessa, mutuo, prole. Non possono passare giorni, o mesi, senza che si senta chiedere come sta. Non si può pensare di non darle importanza, confidando nella solidità del quotidiano, così come non si può pensare di non valorizzare ciò che fa e ciò che è.Vedo donne sposate da qualche anno che cadono nelle mani del primo stronzo che fa loro due complimenti e mezzo, che sia collega, panettiere, vicino di casa, amico di famiglia.
Perdono la testa, mollano tutto, o impazziscono nella repressione. Il bisogno fa brutti scherzi, lo ha scritto anche quella furbona della Nena nel suo blog. Una donna che non si sente considerata, amata, coccolata, è una mina vagante. Un aspirapolvere ambulante.
Il diritto alla considerazione e all’appagamento è un diritto che non ha scadenza, nemmeno nel comatoso menage della stabilità. E per carità, questo vale anche per gli uomini, anche se le esigenze possono essere profondamente diverse.
“L’altro”, il nostro Valentino, che tanto onoriamo a febbraio, non può essere nutrito di niente per mesi, o peggio, per anni, mantenuto senza sesso, senza cure, senza premure in quello che diventa un giardino di desideri implosivi.
Non bastano la ciulatina del sabato sera, la cena di compleanno, e il maglione di cachemire a Natale. Non bastano il frigorifero pieno e la casa calda.
L’amore è il sentimento più difficile da gestire: sottovalutarlo è sempre un grosso errore. Dare per scontato l’essere amati, dare per scontato il diritto alla fedeltà e al legame imperituro è una stronzata tremenda. E detesto le persone che poi affogano se stessi e gli amici in lamentele postume, in recriminazioni fin troppo facili e in capri espiatori sempre uguali.
Non vorrei ripetermi, dicendo che un legame è un impegno, e un tradimento è comunque la rottura di una promessa. Così come non vorrei ribadire l’ovvio dicendo che il dialogo è sempre l’arma vincente: costa davvero poco dire “Amore, mi mancano delle cose”. Altrettanto quanto non tengo nemmeno in considerazione le figure patologiche del “porco indefesso” e della “zoccola impenitente”: questi sono personaggi senza redenzione e senza scusanti.
Ma.
Ma persino le piante muoiono, e gli animali scappano, se non accuditi. Figuriamoci le persone.
Non stupitevi se vi fugge Cupido dalle mani, o se per una sera ha dato il locazione il suo cuore a chi sapeva farne uso migliore.


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