Un angolo di mondo imperdibile. Istanbul e’ questo.
Musiche e odori in bilico, voci decise e accenti prepotenti. Sapori accattivanti, colori, mele, clicliege. Sembra che tutto sia partito da qui. Compresi i sogni e le favole.
Scoppiano all’improvviso le voci dei muezzin, squarciandoti l’anima e rapendoti il cuore, portandoti in alto sui minareti e vomitandoti come uno straccio nel profondo di te, al centro di un attimo irripetibile dove solo chi e’ stato qui potra’ ritrovarti. Prima o poi.
Curve e torri che disegnano la perfezione contro un cielo in guerra, lasciandoti senza fiato ad ascoltare gabbiani. Di notte la citta’ diventa loro, senza mediazione e senza appello, padroni del tuo sonno e di tutto il cielo, freneticamente, irrispettosamente. Uccelli impertinenti che accompagnano la storia di una citta’ che e’ la storia.
Arrogante e unica.
Devastante.
Sono stata rapita dai canti, violentata dai mosaici e dall’oro, affranta dalle donne che pregano nascoste nelle moschee. Ho camminato da straniera nei bazar, e sono stata guardata voracemente da uomini pastosi come la terra. Mi sono vista riflessa in lampade e fontane, ho accarezzato tappeti e pelli, mi sono coperta i capelli con lenzuola di seta e ho camminato a piedi nudi sul suolo di Allah, indegna e silenziosa.
Citta’ felina, senza cani e con mille padroni, ritornerò.