Una scoperta d’amore

L’altra notte mi è suonato il telefono alle quattro: mia mamma mi chiedeva di andare a prendere lei e mio padre in pronto soccorso.
Dicono che i figli siano la nostra parte vulnerabile esposta nel mondo. Io questo non lo so.
Ma so che i genitori sono la colonna vertebrale che ci tiene in piedi nella vita.
In questo 2008 che mi ha portato la consapevolezza che prima o poi dovrò anche io rinunciare al loro sostegno, ho anche fatto un’enorme e impagabile scoperta d’amore.

Attraverso la malattia di mio padre, e al terrore di perderlo, sono arrivata in una parte di me che non sapevo esistesse.
Non credo che l’amore per i genitori sia scontato, così come non credo che esista un rispetto dovuto a prescindere o sempre gratuito.
Non ho remore nel dire che durante l’adolescenza ho provato solo odio per la mia famiglia, che si è poi trasformato in rabbia e risentimento dopo i vent’anni. A trenta, raggiunta la consapevolezza, attraversato un percorso personale piuttosto tortuoso e guadagnata una necessaria indipendenza psicologica, sono andata incontro alla riappacificazione e al perdono, affrontando la riscoperta.
Per me scovare un amore così grande è stato un inaspettato regalo del mio essere donna, mentre loro invecchiano tutto d’un fiato: un dono tardivo e per niente scontato del mio processo sentimentale.
Tutto è accaduto nel reparto di rianimazione del San Matteo di Pavia, quando ho visto mio padre intubato e gonfio riemergere da un’operazione durata 6 ore. Su quel davanzale dell’afflizione, pieno di santi e madonne, corone e rosari, gli ho visto riaprire gli occhi, guardarci e sorridere, come se avesse capito in quell’istante, solo vedendo noi, di essere sopravvissuto, e di non essere solo.
Io, mia mamma e mia sorella, le sue tre donne, gli abbiamo alzato il pollice al di là del vetro, per fargli sapere che era andato tutto bene. Per fargli capire che era con successo, e ancora, tra di noi.
Non so se in vita mia proverò mai più un amore così grande, un’emozione tanto forte da lasciare il suo riverbero ancora dopo mesi, una felicità che non riesce a trovare paragoni in niente.
Quando poi, come ieri, mi stramazza al suolo un’altra volta, la paura di quei giorni (quella di perderlo, intendo) ritorna violenta, lasciandoci tutte senza fiato.
Perché se la malattie cardiovascolari danno l’enorme vantaggio ai malati di avere la speranza di una morte veloce e clemente, dall’altra parte danno a noi famigliari il terrore che ogni momento possa essere l’ultimo.
Ogni mal di stomaco, ogni mal di testa, ogni peso toracico diventano minacce da ultimo istante.
Penso a mia madre e al pathos che affligge ogni sua giornata piena di premure. Perché i miei genitori si mandano quotidianamente a fare in culo da 35 anni, ma sono ancora innamorati come due passerotti.
Sono sempre stata convinta che mia madre abbia sempre amato molto di più suo marito che le sue figlie (ed è stata una delle colpe che forse ingiustamente ho fatto più fatica a perdonarle), e quando la guardo e la vedo così inerme mi crolla un mondo.
Solo ora capisco gli orfani, quelle persone che hanno perso uno dei due genitori quando ancora non sarebbe biologicamente giusto. Li vedi, gli orfani. Se affini lo sguardo puoi vedere impressa una data nella loro anima, quella della perdita.
Io che sono una di quei miracolati che ha avuto una seconda possibilità, ringrazio la malattia per questo regalo d’amore che non mi abbandonerà mai.


Contatore sito

Annunci

2 thoughts on “Una scoperta d’amore

  1. mi sembra di tornare all’anno scorso, quando hanno ricoverato d’urgenza mia madre e si pensava al peggio. Al San Matteo di Pavia, già.
    (grazie, Ele, perchè il regalo d’amore lo fai tu ai tuoi lettori)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...