Le vostre cyber-patologie

Un venerdì mattina col mal di testa val bene un intervento grullo.
Negli ultimi dieci minuti mi sono deliziata a saltare di pagina inpagina sui vostri profili, trovandovi chiari segnali di serie patologi es ocio-comportamentali.
Ecco le prime che mi sono balzate subito all’occhio.

“…eh lo so…tanto da fare e poco tempo a disposizione…magari ci si becca settimana prossima per un ape!!!”
Ossia: Sindrome dell’agenda straripante.
Poco focalizzati, super impegnati. Se hai una sera libera e non sai chefare, hai dei problemi sociali. Tra palestra, aperitivi, corsi dicinese antico o canto moderno, flauto traverso e yoga austro-ungarico,l’agenda rischia di diventare un modo di essere, e non più unostrumento.
Da notare che l’eccesso di differenziazione dell’offerta rende il nostro tempo libero in alcuni casi davvero ridicolo.“Sono proprio una pazza”.
Ossia: Illusione di unicità.
Insomma, la solita storia del bisogno di distinguersi pur non avendo le caratteristiche per farlo.
L’eterno conflitto tra normalità e diversità: per quanto questi due parametri siano totalmente falsati e fuorvianti, il normale cerca sempre di sembrare diverso, e il diverso spesso pagherebbe per essere normale.
Ma se ben comprendo il desiderio del secondo, mi risulta patetico il tentativo del primo.

“Vado a fare la spesa”
Ossia: patologia status-compulsiva.
L’assenza di feed-back multimediale diventa spesso difficilmente sopportabile, una specie di vuoto dell’anima. La soluzione è quella disparare nel cyber-spazio aggiornamenti a raffica: si afferma così agran voce la propria esistenza (confusa con la presenza) e si nutre la speranza che prima o poi qualcuno si curerà di noi.

“Dai che spakkiamo tutto”
Ossia: manie da condottiero metropolitano.
Normalmente colpiscono con cadenza settimanale. L’uso della “k” rientra in una sintomatologia piuttosto comune ma non imprescindibile. Sembra che il bisogno imperituro dell’uomo di portare a termine memorabil iimprese e storiche conquiste, impedisca all’uomo stesso di rendersi conto che non sta conquistando un territorio inviolato sul pianeta Marte, ma sta solo prendendo la solita sbornia nel solito locale in unvenerdì sera qualsiasi.

“…ma quanti cavolino di amici hai?”
Ossia: schizofrenia linguistica avanzata.
Forse sbaglio a credere che face-to-face si direbbe “cazzo” o almeno“cavolo”, ma “cavolino” è un chiaro sintomo dicyber-sdoppiamento-linguistico.
Non si sa cosa ci si può permettere in rete, oppure si sa molto bene maè un confine che non si vuole valicare. E allora ci si assumecompletamente il rischio di far ridere gli altri.


Contatore sito

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...