Single: nuovi eroi?

Stare in coppia è difficile, difficilissimo, almeno per quanto mi riguarda, e mettere insieme due teste, due stati d’animo, due modi di vivere la vita e l’amore, due progetti di vita è spesso un delirio. Ma oggi è la festa della Befana, e voglio scrivere di quanto sia complicato essere single.
Perché la Befana è single, se non lo sapevate.
La so lunga in materia: sì, sono una befana, e sono stata single per quasi tutta la mia vita, accoppiata solo a singhiozzi sporadici e sempre con grandi complicazioni emotive.
È vero: essere single significa cose meravigliose, tipo un’agenda da inventare, nessuno a cui rendere conto, la libertà di essere sempre e completamente ciò che vogliamo o riusciamo ad essere, senza la necessità di mettersi in discussione sui parametri di qualcun altro.Andando avanti con gli anni, man mano che gli amici si fidanzano, si sposano, hanno figli e tu resti sempre l’impenitente, la scapestrata, l’irriducibile zitella, per riempire l’agenda però te ne devi inventare di cose!
Il sabato sera, le ferie, le feste, diventano una punizione del calendario, soprattutto se non vivi in una grande città.
La famiglia piano piano comincia a rassegnarsi sul tuo status, ma sembra sempre che ci sia qualcosa che non vada: la zitella è un prodotto difettoso dato che nessuno la vuole (perché è questo quello che si pensa, di riffa o di raffa). È molto più glorioso e socialmente accettato adempiere ad un matrimonio sbagliato e magari acquisire la targhetta di “separata”: almeno uno stronzo che ti ha portato all’altare l’hai trovato.
Il figlio di una mia vicina di casa, un quattrenne petulante, un giorno, vedendomi scaricare la spesa dalla macchina mi ha chiesto: “perché tu sei sola?”.
Ma non è tutto qui, anche se sarebbe già abbastanza. Ci sono adempimenti periodici che fare da sola è sempre complicato: il tagliando alla macchina, la nuova connessione internet, l’acquisto di un televisore, il carico delle valige in vacanza.
Quando ho comprato casa mi sono fatta un trasloco intero da sola, libro per libro, mutanda per mutanda, lenzuolo per lenzuolo, quadro per quadro, e per trasportare librerie e trapanare i muri ho dovuto fare appello agli uomini delle mie amiche.
Per fortuna che la voglia di ridere e di dire grazie non mi è mai mancata.
Ci sono difficoltà che sono però quotidiane, e molto più profonde: quelle emotive.
Non avere una persona che ti ama, che ti ama di quell’amore diverso dall’amicizia, non è semplice.
Non solo l’amore dà quelle attenzioni e quelle premure altrimenti introvabili, ma regala una forza intrinseca per affrontare la vita, i problemi, le crisi.
Quel senso di appartenenza, di aderenza epidermica, di riconoscimento, sono indispensabili, e se uno non le trova nell’amore le deve per forza andare a trovare in qualcos’altro. Si crea spesso uno stato di bisogno che quasi mai è buon consigliere.
Di qui, la necessità di “riempire” a volte con l’affollamento uno stato di carenza.
In alcuni casi ci si va a perdere in rapporti-surrogato che vengono fraintesi ed esasperati. Umanamente. Si fa casino, si amplificano fino all’inverosimile situazioni che valgono uno zero, si baciano rospi indicibili e fetenti con la speranza che possano trasformarsi in qualche principe a fondo perduto.
Errori grossolani, ma trasversali, che non fanno disinzioni per censo, cultura, intelligenza, età.
Ma mai, e dico mai, chi ha vissuto sempre in coppia o vivendoci da poco si è dimenticato di com’era, può permettersi di criticare, o giudicare, o sentenziare su tutto questo.
Perché vivere senza l’amore-amore è difficile, soprattutto se è una situazione che si protrae per molto tempo e per diverse stagioni della vita. È difficile anche per le persone forti e indipendenti, perché la merda prima o poi arriva per tutti e quel messaggio con scritto “Buonanotte amore” schifo non farebbe a nessuno, ogni tanto.
Nessuno può giudicare una notte di sesso a cui ci si è venduti non semplicemente per qualche contrazione orgasmica, ma magari per il desiderio di una carezza e di un riconoscimento del corpo che ci servirà per affrontare così tante cose domani, dopodomani e la settimana prossima.
Perché nei single esiste spesso un eroismo esente da compromessi e pieno di errori, ma pur sempre coraggioso, testardo, necessario.
Ci vogliono le palle, sì.


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One thought on “Single: nuovi eroi?

  1. Forse non leggerai mai questo commento, comunque il sottoscritto ci tiene a farti sapere che, anche se l’articolo risale al 2010, tra la befana single e il “quatrenne” che ti chiede perché sei sola, lo hai fatto sorridere, in senso buono s’intende; comunque hai ragione, essere single è una cosa eroica, perché chi è single deve, periodicamente, fare i conti con l’amarezza derivante dalla consapevolezza del bisogno di quella cosa che tu hai definito “amore diverso dall’amicizia”. Proprio oggi sono ritornato ad essere single dopo una relazione burrascosa durata un anno. La mia lei mi ha mollato perché vuole pensare un po’ più a se stessa e perché, a quanto pare, con me era infelice, perché non ero presente come lei avrebbe voluto che fossi, anche se – sue testuali parole – continua a ritenermi un perfetto gentiluomo e dice che prima o poi troverò qualcuna che sappia apprezzarmi, anche se queste sue ultime parole, quasi di “commiato”, mi paiono proprio un non senso. Meglio così, del resto anche lei mi ha fatto “penare”. L’importante è star bene con se stessi cercando, come hai detto tu, di “riempire con l’affollamento lo stato di carenza”, anche se, ahimè, questo “affollamento” non sempre funziona. Non so perché mi sono voluto aprire ma ho sentito, inspiegabilmente, il bisogno di farlo… forse perché, oltre ad essere diventato single, sono solo, peggio di un cane.

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