Il maschio e la scienza dell’approccio.

Ieri è stata una di quelle sere d’estate dove congiunzioni planetarie quinquennali creano un’inspiegabile aura ad alto tasso ferormonico, che va a nozze con l’effetto nudo-sudaticcio imposto dalla stagione.
Così, dopo una giornata di lavoro, sotto un sole targato 40°, e strattonata da due cani da passeggio, incontro nell’ordine:

Il teppista (anche un po’ tamarro)
Uno dei maschi con cui flirtavo da adolescente, quello col fascino e la reputazione da delinquente. Col cervello è rimasto fermo ai 16 anni ma, grazie al cielo, anche col fisico: asciutto, abbronzato, guizzante, tatuato, liscio e tonico. Sodo.
Uno scugnizzo non evoluto, ma assolutamente scopabile.
La temperatura lo autorizza a mostrarsi a petto nudo in giardino, alle prese con le gomme della sua city-bike di ultima generazione, pettinata e tirata a lucido.
Si gira a guardarmi mentre litiga con le valvole dell’aria.
Lo apostrofo: “Brizzi, non sei nemmeno capace di pompare una bicicletta!”
E lui, prontamente: “Sì ma sono capacissimo di pompare te”
Sguardo compiaciuto verso i balconi vicini, alla ricerca di un potenziale pubblico che applauda la prontezza del suo testosterone.
“Fossi in te non ne sarei così convinto” replico fiaccamente, riflettendo sull’elegante abilità di alcuni uomini di saltare a piè pari l’invito a cena. Continua a leggere

Annunci