Francia 2010: le strade del nord

Mentre soffriggo cipolle e aglio, affetto pomodori e raccolgo basilico per preparare un piatto di trenette trafilate al bronzo, celebrando così in modo degno il mio rientro in patria, mi tuffo nel resoconto a caldo del mio viaggio nella Francia del Nord: una di quelle vacanze estenuanti, tante tappe in poco tempo, quasi a morsicare la terra per vedere qual è l’angolo più buono dove soffermarsi un domani. Continua a leggere

San Lorenzo 2010

Mi trovo in uno di quei momenti, nel bel mezzo del cammino, in cui bombe di vita a orologeria mi esplodono intorno continuamente, tanto che mi viene da domandarmi se non sia io – in qualche strano modo – il detonatore.
In realtà poi accantono la vanagloria, e mi rendo conto di essere casualmente – e senza merito – al centro di un turbine di eventi interstellari e violenti che sconvolgono le vite di chi mi circonda.
Vengono prese decisioni importanti, il pianeta si ripopola, si torna in ginocchio davanti agli altari.
Così, nei passaggi di redenzione e fecondità di questa estate sorprendente, la vita – quella vera – accade lontano dalle spiagge, negli appartamenti privati, in piccole camere d’albergo, nei paesi deserti.
Ieri sera un amico ha detto, quasi sbalordito: “La gente ha voglia di poesia!”.


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Livigno, vent’anni dopo.

Erano vent’anni che non ci venivo, ma l’età che avanza mi rende insopportabile il caldo delle spiagge almeno quanto l’alito che odora di aglio. E così eccomi di ritorno a Livigno, che non tradisce e regala temperature deliziose e piumoni gonfi, morbidi, pannosi.

Giusto il tempo di indossare un pile, e io e il mio cane pirata ci tuffiamo nella folla di bipedi e quadrupedi che farcisce la via principale di questo paesone di vallata, nevrotico di tariffe extradoganali.

La prima considerazione da ultra-trentenne è che Livigno è profondamente tamarra, nonostante le arie chic che si dà. Continua a leggere