Misurazione del pene (ovvero: nuove, intelligenti pratiche anti-immigrazione)

Viviamo in un momento storico in cui si ha l’ardire di chiamare “convegni” raduni che hanno tra i relatori personaggi di infimo profilo (umano, politico e intellettuale) come Mario Borghezio, mostrando la totale assenza di rispetto per la lingua italiana.
O nel quale si vende il culo a Gheddafi per lasciare fare a lui il lavoro sporco, evitando di sparare (cosa che piacerebbe a molti, in realtà) ai gommoni in arrivo sulle nostre coste: i crimini in delega danno poca soddisfazione ma sono talvolta necessari ai governi mediocri.
Insomma, siamo proprio sguarniti sulle politiche dell’immigrazione, ma data la pessima arte circense che dimostriamo anche in politica interna, non c’è da aspettarsi chissà cosa da questa manica di intelligentoni.
Che anche se hanno cambiato nome, vestendosi da festa con il nuovo termine “identitari”, rimangono xenofobi incapaci.
Ma non siamo gli unici in Europa a poter vantare una classe politica così male in arnese.
Leggo infatti sui giornali* che in Repubblica Ceca gli immigrati che chiedono asilo politico vengono sottoposti a test fallometrici: in pratica gli misurano l’uccello.

Non per piacere statistico o per masochismo caucasico, no.
Per l’esattezza, applicano questi test a quegli immigrati che fuggono dal loro paese d’origine perché perseguitati a causa del loro orientamento sessuale.
In poche parole, la polizia ceca sottopone i rifugiati che si dichiarano gay alla visione di scene di sesso eterosessuale: se hanno un’erezione, allora non sono affatto gay e non hanno quindi diritto all’asilo politico.
Lasciando perdere l’opportunità o la decenza di questi test, vogliamo parlare della loro attendibilità scientifica?
Lo possono dire gli esperti, ma lo posso dire anche io, donna etero, che nel mio piccolo universo insignificante mi sono eccitata vedendo scene di sesso eterosessuale, omosessuale e lesbico: otterrei allora asilo solo nelle città di Sodoma e Gomorra, nella sezione “indecisi”?
Le umane genti non hanno proprio il senso del ridicolo, e questo si sa.
Ma quando la mediocrità e l’incompetenza vanno a violare la vita altrui, allora magari qualche domanda sulla legittimità di certe cariche di stato bisognerebbe pur cominciare a farsela.

John Currin artwork

*Repubblica, sabato 11 dicembre 2010 (pag. 23)

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