Vorrei ma non posso (ovvero, quel giorno che da Max Mara mi si infranse il cuore)

Entrando da Max Mara e chiedendo l’aiuto di una commessa, ero partita convinta e consapevole.
“Devo vestirmi per un matrimonio, ma ho diversi problemi”, ho sussurrato alla commessa.
Lei si è avvicinata con fare cospiratorio, tutta orecchie.
“Primo: sono sovrappeso. Secondo: ho il culo grosso, le gambe orribili, la pancia gonfia e le spalle spioventi. Terzo: sarò testimone insieme ad una strafiga bionda di dieci anni più giovane e venti chili più magra”.
Lei mi ha fissato negli occhi, preoccupata: “La situazione è tragica. Dunque bisogna esagerare”
Si è orientata automaticamente verso gli abiti deluxe, canzonandomi: “E così Dio non ti ha proprio dato nulla di buono”
E io: “Beh, col cervello mi ha trattato bene, ma il cervello è un articolo sopravvalutato, e del tutto invisibile nelle foto ricordo”
“Vuoi essere più sexy o più elegante?”
“Voglio essere elegantemente bona”
E allora via, tacchi punitivi e togli-metti , infila-sfila a raffica, fino a quando…. Indosso lui. Continua a leggere