Iran vs Iraniani (gli ormoni aiutano)

Il pericolo più grande l’Iran non ce l’ha con politica estera e con i delicatissimi equilibri internazionali. Ce l’ha in casa: una bomba a orologeria piazzata sotto il culo. Che in parte si chiama cultura (Ahmadinejad li fa stupidamente studiare troppo, questi ragazzi), in parte si chiama “ormone”.
Sì, perché il 70% degli iraniani ha meno di trent’anni, e capirete bene che questo stato di florida e piena maturazione sessuale male si accorda con il rigore integralista richiesto dalla teocrazia instaurata nel paese. Continua a leggere

Salone del Gusto, Torino 2010

Il Salone del Gusto 2010 di Torino promette sensazioni paradisiache per il palato e corsie da girone infernale per l’affollamento: chi lotta per raggiungere gli stand, orientandosi nella calca, viene effettivamente premiato con mille prelibatezze. Continua a leggere

La contrada dei morti

Non avrei mai pensato di trasferirmi dalla periferia residenziale, abbandonando le villette a schiera con nanetti di terracotta e prato inglese, nelle claustrofobiche strade del centro storico.
Invece, quando accadde, scoprii piacevolmente la poesia dei pertugi.
Piazzando la mia residenza nella centralissima Contrada dei Morti, i primi odori di benvenuto sono stati quelli delle cacche di piccione e del piscio di cane, perché la Contrada è stretta e incazzata: l’aria fatica ad entrare. I cortili del dopoguerra si affacciano in fila attraverso piccoli portoni, che nei giorni di cattivo tempo diventano bocche gelide e sventrate: il vuoto dell’incuria vomita pioggia e vento, all’improvviso, rivoltando ombrelli, sollevando gonne.
La Contrada è una via di madonne dipinte, e di vecchi. Continua a leggere

George Clooney vi parla. Sì, proprio a voi.

C’è un’altra cosa che fa, George Clooney, oltre a girare film, scopare la Canalis e riempire i nostri noiosissimi giornali di gossip: impegnarsi nella campagna per il Sudan in vista del referendum sulla divisione dello stato africano, cercando di attirare l’attenzione della Casa Bianca e del mondo intero sul rischio di un aggravamento della situazione politica nazionale ed internazionale.
In Sudan c’è il petrolio, un mucchio di petrolio. Ma in Sudan c’è anche il Darfur, e una guerra civile che – ben prima del Darfur – ha massacrato la popolazione indigena, divisa tra mussulmani (al nord) e cattolico-animisti (al sud).
In pochi ne sanno qualcosa, c’è chi addirittura non sa nemmeno dove sia il Sudan (e non parlo solo di quel mio cugino che sostiene – per assonanza – che il Grand Canyon sia in Kenya e la Polinesia accanto alla Malesia). La maggior parte di noi non conosce il conflitto fratricida e il genocidio che ha distrutto quelle terre.

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Riflusso gastro-esofageo

A parte il fatto che Report trasmesso la domenica sera dovrebbe essere illegale, perché poi una si ritrova ad affrontare la settimana con l’anima decorata a lutto. Ma a prescindere dalle ondate di indignazione estemporanea che seguono le grandi notizie sulle fetenzie del nostro paese, il disgusto costante si sta marmorizzando nelle mie interiora: come si fa a continuare a vivere qui?
Me lo domando con la retorica dei codardi.
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Quando il marcio è femmina.

Esistono estimatori e amanti della letteratura femminile, studiosi anche. Esiste una letteratura femminile fatta da donne che parlano di cose, ma anche una letteratura femminile fatta da donne che raccontano di donne. Nell’ultimo mese ho letto un paio di libri interessanti, a questo riguardo: “Jezabel” e “Un certo tipo di intimità”.
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Hanno vinto loro

E’ uno dei volti più interessanti del giornalismo mondiale, una delle voci più morbide e intelligenti.
E ora ha mollato. Laura Ling era la mia preferita dei Vanguard americani, quella che mi coinvolgeva maggiormente.
In una delle sue indagini sul campo è stata fatta prigioniera, ed è finita in una delle prigioni della Korea del Nord mentre stava documentando il traffico di esseri umani che anima quelle frontiere.
Non sappiamo tante cose, sulla Korea del Nord. Continua a leggere

Un mondo a puttane

La settimana scorsa, in una di quelle sere in cui mi fiondo fuori dall’ufficio e corro verso Milano a bordo della mia Penelope Pizzo Mobile, mentre guidavo verso il Piccolo per godermi il fantasmagorico Slava SnowShow, mi sono fermata in Autogrill.
Cioè, una volta delle tante. Ma stavolta era diverso. Stavolta c’era lui che mi guardava dagli scaffali.
L’occhio di Tiziano.
Il nuovo libro edito da Longanesi sugli scatti di Terzani di un mondo che non esiste più.

Un tuffo al cuore.
Perché davvero, anche volendo, oggi quel mondo non si può più trovarlo da nessuna parte.
Ho passato le notti successive aspettando il sonno insieme alle foto e a scorci di parole di quest’uomo irripetibile. E a pagina 266 leggo: Continua a leggere

La grande delusione della piccola provincia.

Venerdì sera c’è stata la seconda presentazione di Giulietta, e anche questa volta le presenze hanno di gran lunga superato le mie aspettative. È sempre difficile far muovere le chiappe alla gente per andare a sentir parlar di libri: è difficile farglieli leggere, figuriamoci.
Ma nonostante di fronte a me abbia sempre trovato un numero di persone confortante (persino più confortante di quelle che ho contato alle presentazioni di scrittori famosi e affermati), ci sono state sempre delle assenze che urlavano. Dispiacendomi. Continua a leggere

Quello che cercate in Google parla di voi

Voglio rendervi partecipi dei criteri di ricerca che conducono a questo blog, perché se è vero che può darvi l’idea del tenore dei miei pezzi, fa anche capire come siete stupidi quando digitate in Google.

Ometterò chi ha cercato informazioni relative a viaggi, letteratura e arte, perché sono ricerche piuttosto didascaliche e per nulla divertenti.
Invece, tra gli argomenti rimasti possiamo notare senz’altro una schiacciante predominanza statistica degli amanti del pompino. Continua a leggere