Quando il gioco si fa duro

Ci sono dei periodi in cui le cose vanno lisce come l’olio. Altri invece dove non vanno nemmeno a spruzzarci sopra crema di burro e sputo.
Al verificarsi del secondo caso, generalmente io cerco di interpretare i segni: il destino ce ne lascia talmente tanti lungo il percorso che trascurarli sarebbe come ragliare al vento, in attesa della prevedibile disfatta.
Capita però che anche i segni, talvolta, ti prendano per il culo, e allora sei senza riparo: mica che le cose siano troppo facili (pensiamo al povero Vincent, che se avesse dato retta ai “segni” avrebbe dipinto giusto un paio di quadri e per il resto si sarebbe impegnato semplicemente a tagliuzzare orecchie). Continua a leggere