C’è un’altra cosa che fa,
George Clooney
, oltre a girare film, scopare la Canalis e riempire i nostri noiosissimi giornali di gossip: impegnarsi nella campagna per il
Sudan
in vista del
referendum
sulla divisione dello stato africano, cercando di attirare l’attenzione della Casa Bianca e del mondo intero sul rischio di un aggravamento della situazione politica nazionale ed internazionale.
In Sudan c’è il petrolio, un mucchio di petrolio. Ma in Sudan c’è anche il Darfur, e una guerra civile che – ben prima del Darfur – ha massacrato la popolazione indigena, divisa tra mussulmani (al nord) e cattolico-animisti (al sud).
In pochi ne sanno qualcosa, c’è chi addirittura non sa nemmeno dove sia il Sudan (e non parlo solo di quel mio cugino che sostiene – per assonanza – che il Grand Canyon sia in Kenya e la Polinesia accanto alla Malesia). La maggior parte di noi non conosce il conflitto fratricida e il genocidio che ha distrutto quelle terre.
Giorno: 18 ottobre 2010
Riflusso gastro-esofageo
A parte il fatto che
Report
trasmesso la domenica sera dovrebbe essere illegale, perché poi una si ritrova ad affrontare la settimana con l’anima decorata a lutto. Ma a prescindere dalle ondate di indignazione estemporanea che seguono le grandi notizie sulle fetenzie del nostro paese, il disgusto costante si sta marmorizzando nelle mie interiora: come si fa a continuare a vivere qui?
Me lo domando con la retorica dei codardi.
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