Io c’ero.

La convergenza planetaria favorevole agli idoli continua in questo autunno 2010 ricco di palpitazioni, e anche questa volta la pioggia scrosciante battezza gli incontri epocali.
Roberto Saviano è all’Università di Pavia, impossibile perderselo. Saviano val bene due ore di permesso, l’acqua-planning sull’asfalto inondato che sembra quasi surf , i capelli cotonati dall’umidità e la minaccia dell’influenza incombente.
Quattro ore di coda che mi valgono la pole position e la schiena distrutta, ma che fanno la differenza tra chi entra e chi resta fuori: 250 posti disponibili, di cui 150 riservati alla stampa e alle “autorità“.
I blogger non se li fila nessuno, e allora codeggio senza accredito insieme a quella che è una delle genti più belle d’Italia: il popolo di Saviano, quello che ancora ci crede e vuole dimostrarlo.
Tra unità cinofile, polizia, carabinieri, artificieri e squadre speciali, ci sentiamo assediati ma forti: e siamo tanti. Continua a leggere

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