Le quarantenni

Non voglio fare la fine di Muccino, che racconta ogni stagione della vita man mano che invecchia. Però c’è da dire che, con l’approssimarsi dei 40, sto iniziando a vedere i punti deboli della fascia COUGAR. Il tasto dolente sono le emozioni.
A quarant’anni in linea di massima le donne hanno rapporti stabili e consolidati, sposate o conviventi che siano, con figli o senza: vivono amori di lunga data, pagano il mutuo, lasciano spesso la vita in folle e si godono quello per cui hanno lottato tutta l’adolescenza.
Peccato che, più o meno consciamente, talvolta avvertano una forte carenza emotiva, desiderando quelle passioni forsennate, quel brivido per l’ignoto, quelle sbandate chimiche da cui vent’anni prima scappavano magari a gambe levate in cerca di accasamento e stabilità.
E accadono cataclismi.
Insomma: una volta soddisfatti i requisiti sociali, una volta portata a casa la pelle dell’orso, inizia talvolta la baraonda.
In alcuni casi è una baraonda consapevole: insoddisfatte del marito che ormai non le degna più delle attenzioni che pensiamo di meritare, si trovano un amante che dia loro endorfine nuove di pacca. Assolutamente capaci di distinguere e scindere il focolare dallo smutandamento, ogni volta che il loro marito ha un’uscita tremenda delle sue, si congratuliamo con loro stesse per la reiterazione del tradimento. Bel lavoro. Rientrano nei jeans che prima andavano stretti, dimenticano il mal di testa e danno una rinfrescata audace (anche) al guardaroba.
In altri casi invece casca tutto addosso: un giovane fauno, magari, che regala loro un complimento in più del normale, le trascina in un batticuore imprevisto fatto di odori buoni, biancheria stirata da qualcun altro, sesso instancabile e corteggiamenti commoventi.
Giochi di seduzione pericolosissimi, se si fa casino con l’amore e ci si confonde un po’.
Più si è rimaste esposte alla trascuratezza del rapporto stabile e più si diventa vulnerabili, ma se questo è vero a qualsiasi età, lo è ancor più tragicamente a quarant’anni, quando il cinismo dei traguardi raggiunti e delle teste d’alce appese al muro può dar fondo ad una felicità nuova e pretesa, che va oltre quello che abbiamo.
Giusto o sbagliato che sia – pensatela un po’ come volete – ne nascono storie inebrianti.
Per non parlare poi delle single: a quarant’anni hanno pressoché abbandonato tutte le remore romantiche e sanno benissimo come organizzarsi l’agenda. Nella Piccola Città di C., ad esempio, ci sono notti roventi in cui brillanti maschi della zona, che per generosità sociale si mantengono regolarmente sulla piazza (nonostante la moglie inconsapevole e beata che dorme nel letto), concedono le loro portate più sfiziose alle nubili, possibilmente grazie ad un’accurata turnazione.
La pace sociale è uno sporco lavoro, ma qualcuno la deve pur assicurare.

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10 thoughts on “Le quarantenni

  1. dall’alto (o basso dipende dal pdv) dei miei quasi 48 posso affermare che dopo i 40 si trascorre un periodo di grande fervore e novità. Non è vero che tutto si adagia anzi…la parte intellettuale ed emotiva si allarga eccome! la parte sentimentale entra nella giusta sfera e quella sessuale è..come dire, più riposante, più dolcemente complice della parte “cerebrale”. E’ una bella età, ne sono fiera!

  2. Mi piace il termine “baraonda consapevole” e credo che tu abbia indovinato il centro della questione: è difficile far baraonda col corpo senza finire a farla coi sentimenti. Se è consapevole, meglio. Ma a volte non si ha consapevolezza avveduta delle conseguenze, o si preferisce non farci troppo caso.

  3. Non so quanto sia concretamente esteso il fenomeno, ma di certo non è eslusivamente femminile: la “variante genetica” colpisce il genere maschile in maniera spesso LETALE…

  4. Pensate che può capitare, nella ridente città di C., che marito e moglie, in piena baraonda ‘consapevole’, possano addirittura finire a letto insieme, inconsapevolmente.. sicuramente messi in contatto da amici di amici di amici e, nel turbine dei sensi e nel marasma generale, finiscono per dover ricominciare tutto da capo, insieme!!!

  5. ho letto il post. E’ tutto vero. Perchè io ci sono stato dall’altra parte, esattamente come descritto. Se non hai una dose considerevole di cinismo camuffata da dolci emozioni, lascia perdere

  6. I 40 anni sono difficili, sia che tu sia sposata o che tu sia – come me – una single dopo anni di storie bellissime/incasinatissime/tostissime, ma eccezionali per una donna. A 40 anni ho iniziato a cercare la pietra dove mi sarei seduta, a 41 ho scorto il fiume, a oramai 42 (li compirò venerdì 23), mi ritrovo seduta sulla mia pietra che guardo il fiume e mi chiedo “cosa farò da grande?”. Bel pezzo Elena, bello bello. Ciao!

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