Serafino Tutta Mazza (ovvero, le disavventure della maternità)

Erano due o tre anni che si parlava di questa bambina: quando lei non era ancora nemmeno embrione e navigava felice nell’interregno tra una vita e l’altra, qui si organizzava la sua cameretta verde oliva prima ancora che gli accoppiamenti mirati venissero messi in pratica.
Con un padre marinaio e una madre Presidentessa della Paramount Picture, ci si aspettavano grandi cose da Maddalena (c’aveva già un nome importante, da bellissima peccatrice).
Si tentarono concepimenti all’altezza del lignaggio genitoriale, sotto i cieli d’oriente, tra i suk, le notti stellate e i venditori di denti del Marocco. Ma fu di ritorno da un viaggio nel sud della Francia che l’utero materno si è fece casa: il gamete rivendicò il suo approdo sul pianeta terra stravolgendo l’apparato gastro -intestinale della sua mamma, tanto che le felicitazioni partirono in sordina, e qualcuno pensò di chiamare padre Amorth.
Accucciata 20 ore al giorno sulla tazza, la Presidentessa perse 10 chili e rimase impermeabile alle gioie della maternità per lunghe e sofferte settimane, fino a quando l’ecografia mostrò che nessuna Maddalena sarebbe mai arrivata: la creatura era maschio, e roteava nel liquido amniotico come un girino trapezista.
Il disappunto durò pochissimo, giusto il tempo di cantarlo come “ Il Marsigliese ”, concepito in terra di gangster, già immaginato ventenne coi baffetti maliziosi e il cappello sulle ventitre.
Ma la notizia successiva, che retrodatava il concepimento di parecchi giorni rispetto ai nostri calcoli approssimativi, sgretolava anche questa sceneggiatura: il pargolo era stato concepito a casa, in un piccolo paese della bassa padana, una domenica pomeriggio di languide chiacchiere domestiche e accoppiamenti poco avventurosi. Sarebbe cresciuto tra mucche e covoni di fieno, e sarebbe con tutta probabilità diventato un trattorista.
Ma poi, a rinverdire trame più entusiasmanti, arrivò la considerazione che se la ginecologa lo aveva scoperto maschio quando misurava solo 7,6 cm, era perché doveva essere necessariamente superdotato: un trattorista sciupafemmine.
Ora la Presidentessa è nel quinto mese di gestazione, e ha deciso che lo chiamerà Edoardo .
Io non mi curo di questo bellissimo nome, troppo ricercato date le circostanze: per me il pargolo è Serafino Tutta Mazza (visto il cognome – del tutto consono – del padre marinaio).
Che il mondo stia pronto.

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