Più cancro per tutti.

Ricordo ancora quando mi arrivò un sms da un numero sconosciuto con scritto: “Facciamo pulizia! Vota Lega!”. Non si parlava di nettezza urbana, no. Eravamo in campagna elettorale per le comunali, nella piccola città di C., e la coalizione di centro-destra riuscì a spodestare il PD all’urlo “Riprendiamoci casa nostra!”.
L’elettorato di pancia (quello che mette la “x” sulla cartella elettorale sull’onda di moti viscerali, per dirla con eleganza) era stanco di confondere la piazza della piccola città di C. per il centro di Kabul, e così diede la preferenza al beneamato Sindaco di cui vi ho già raccontato. Continua a leggere

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Voglio la diaspora: via dall’Italia.

Non lontano da Pompei, simbolo dell’incuria dello Stato Italiano per le nostre ricchezze culturali, si trova il primo museo al mondo ad avere chiesto asilo politico: il CAM di Casoria, che nel suo cortile sventola una bandiera tedesca. Per tutte le difficoltà incontrate dalla sua fondazione, il CAM oggi ha chiesto asilo alla Germania: l’unico paese europeo che pare intenzionato a non penalizzare la cultura (e nemmeno la ricerca, pensa un po’) anche in un momento di grave crisi come quello attuale.
Non so se il CAM si trasferirà realmente in terra teutonica o se è solo una provocazione, ma la notizia mi procura quella sfiziosa sensazione di rammarico e godimento. Perché è questo che si merita la nostra classe politica: lo svuotamento, la diaspora. Continua a leggere

La peggio Lombardia

Ho giusto un conato di vomito da buttare sul blog. Anzi due.
Le tragiche premesse governative le sappiamo già e, se è vero che i segnali non vanno mai trascurati, ce lo si doveva aspettare che la merda arrivasse anche nelle realtà locali. Forse perché la merda, a dirla tutta, parte esattamente da lì. Così il cerchio in qualche modo si chiude. Continua a leggere

Con le donne là fuori

Dalì

Questa non è una festa della donna come tutte le altre. Perché dopo che siamo scese in piazza, il 13 febbraio scorso, per darci voce, qualcosa è cambiato. Quella manifestazione ha smosso la mia terra interiore, ha lasciato tracce, impronte e indizi che chiedono di essere seguiti.
Oggi sono in ufficio, col mio gigantesco fiore rosa appuntato alla camicia e la mente alle donne che con il comitato “Se non ora quando” stanno cantando e chiedendo, ancora una volta nelle piazze. Continua a leggere

Il mio BookSwap (ovvero: attenti ai nonni).

Stamattina sì che posso scrivere del BookSwap. Con gli stuzzicadenti agli occhi e quel vago senso di secchezza delle fauci post-traumatica, ora ne posso scrivere. Finora avevo evitato di farlo perché tutta la stampa nazionale ci aveva sufficientemente onorato delle sue attenzioni, ma a questo punto devo raccontare il MIO BookSwap.

(Piero Corva)

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