Quanto è bella la schiavitù

Il mio terzo giorno di totale astinenza da nicotina comincia con un the al limone con biscotti Vitasnella ai frutti di bosco, seguito da una sana cucchiaiata di sciroppo di lumache.
Tutto questo scempio nella speranza che la tosse prima o poi mi passi, e che magari io sia sufficientemente intelligente da approfittare dell’occasione per smettere di fumare.
Inopportunamente ottimista, come se non conoscessi la mia volontà di carta pesta e l’inconsistenza dei miei propositi.
In ogni caso sto provando a liberarmi di una delle schiavitù più stupide e, inaspettatamente, la cosa più difficile da fare è la gestione del tempo. Senza sigarette ci si sente infinitamente soli, e le giornate sembrano lunghissime.
Senza le pause dal lavoro scandite dalle sigarette, senza la compagnia della sigaretta mentre si guida, e senza le interruzioni chiacchierecce delle lunghe attese ritmate dalla nicotina, il tempo sembra scorrere lento, ozioso e inutile. Senza la schiavitù la vita è vuota, senza gli omaggi della sudditanza il tempo perde di significato.
E non vale solo per il fumo: vale per qualsiasi tipo di dipendenza. Continua a leggere →